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Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

I colori di Emma BONINO. Una DONNA Istituzionale e oltre....

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giovedì 18 agosto 2016

REFERENDUM: QUANDO È NO È NO


VERSO IL REFERENDUM. QUANDO E' NO E' NO
16 agosto 2016

Noi diciamo no.
Senza odio, senza violenza, senza paura.
Quando e' no e' no.
*
Al referendum sulla riforma costituzionale noi votiamo no.
Il governo vorrebbe imporci un senato part-time al servizio di sua maesta': e noi diciamo no.
Il governo vorrebbe imporci un parlamento dimezzato la cui unica funzione sarebbe all'incirca di votare si' ai decreti: e noi diciamo no.
Il governo vorrebbe imporci lo smantellamento dell'ordinamento democratico e dell'equilibrio dei poteri: e noi diciamo no.
Il governo vorrebbe imporci lo scardinamento della Costituzione repubblicana: e noi diciamo no.
Al referendum sulla riforma costituzionale noi votiamo no.
*
Noi diciamo no.
Senza odio, senza violenza, senza paura.
Quando e' no e' no.

Firmato
"Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

mercoledì 17 agosto 2016

La "SVOLTA BUONA" sul CARCERE?

"Il Dubbio" mercoledì 17 agosto 2016 - pag.3
Articolo di Errico Novi.
IL TESTO :  
«Sì, ci hanno accolto bene come è sempre successo a ferragosto. Ma molti detenuti ci hanno anche lasciato un pensiero per Marco, sapevano della sua scomparsa e che questo giorno era diverso da come era stato per decenni». Roberto Giachetti ha guidato la delegazione radicale al carcere di Rebibbia, per un atto di dignità civile che si ripete appunto da moltissimi anni. Ma è chiaro che questo 15 di agosto resterà diverso e un po' spaesante: perché senza Pannella - che tanti detenuti chiamano semplicemente «Marco», come racconta il vicepresidente della Camera - un po' di angoscia viene. È stato Pannella il simbolo personificato delle battaglie sul carcere: le battaglie non si fermano ma il corpo del leader era la garanzia di una lotta che non si sarebbe arresa all'indifferenza. Certo gli eredi politici, da Bernardini a Maurizio Turco, perseverano al punto da aver convocato proprio nell'auditorium di Rebibbia il prossimo congresso del Partito radicale: l'appuntamento è per l'1, il 2 e 3 settembre prossimi. Ma l'ultimo ferragosto in carcere annuncia anche una novità assolutamente positiva: la riforma dell'ordinamento penitenziario. Le norme ci sono, non sono rimaste sospese nelle discussioni degli Stati generali dell'aprile scorso: le linee guida della svolta sono messe in ordine all'articolo 31 del ddl sul processo penale. Proprio il testo sul quale la maggioranza si è scervellata per mesi, in equilibrismi da farmacista su prescrizione e intrercettazioni. Nel corso della snervante trattativa in commissione Giustizia al Senato quasi mai si è perso tempo per quell'articolo 31, che contiene una dettagliata delega al governo intitolata "Princìpi e criteri direttivi per la riforma dell'ordinamento penitenziario". Dentro ci sono molti contenuti forti, esposti con ampiezza tale da vincolare l'esecutivo all'adozione di decreti incisivi. Il tutto in 14 commi, che definiscono i punti d'intervento su cui scommette il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Al centro del progetto di riforma la «Revisione delle modalità e dei presupposti di accesso alle misure alternative», che dovranno essere facilitati. Vorrà dire meno detenuti dietro le sbarre, uso assai più frequente del lavoro esterno. Il grimaldello della svolta è al comma successivo, che fa forse la cosa più importante e più suscettibile di anatemi forcaioli: innalza da 3 a 4 anni il limite massimo di pena per la concessione di queste misure alternative alla detenzione.
Non è finita qui. Si prevede una «maggiore valorizzazione del lavoro», anche nella sua forma intramuraria; l'uso di «collegamenti audiovisivi», quindi di Skype o piattaforme analoghe, sia «a fini processuali» (come proposto dalla commissione Gratteri tra molte perplessità dei penalisti) sia, soprattutto, «per favorire le relazioni familiari»; fino al «riconoscimento del diritto all' affettività delle persone detenute e internate» con una «disciplina
delle condizioni generali per il suo esercizio», comma che schiude le porte alle cosiddette stanze dell'amore.
Tutto questo impegna lo Stato sul piano finanziario: il potenziamento delle opportunità di lavoro è decisivo perché il fine rieducativo della pena si realizzi e nello stesso tempo comporta investimenti. Così come si dovrà spendere qualcosa in più per psicologi e terapisti, vista la norma sulla «necessaria osservazione scientifica della personalità da condurre in libertà». Ma soldi a parte, Matteo Renzi sarà messo alla prova soprattutto dal contenuto garantista e umanizzante di questa riforma penitenziaria. Dovrà sfidare il mainstream dominato dai "gettatori di chiave" e cambiare davvero verso alla giustizia.
Il ddl che contiene la delega sul nuovo carcere sarà votato dall'aula del Senato alla ripresa dei lavori, il 12 settembre. Ci sarà da tenere i nervi saldi non tanto in questa fase, in cui della parte sui detenuti si parla poco, ma al momento di emanare i decreti delegati. Quando molti inorridiranno per esempio di fronte alla revisione dello stesso ergastolo ostativo e non si lasceranno consolare dalle eccezioni, già previste in delega, per i reati di mafia e terrorismo. I giustizialisti si aggrapperanno persino all'incubo dei penitenziari come brodo di coltura per il radicalismo fondamentalista, di cui lo stesso guardasigilli Orlando è tornato a parlare ieri in un'intervista a SkyTg 24: allarme che sarebbe disumano d'altronde far pagare a tutti gli altri detenuti.

mercoledì 3 agosto 2016

OutRight chiede supporto


Sostenere a titolo definitivo per dare fuori Day 2016
Car** tutt**
Recentemente ho avuto l'opportunità di incontrarmi con i partner in Iraq e testimoniare le ingiustizie impressionanti che vi si verificano ogni giorno.
 
Da una parte c'è ISIS c'è la paura della morte certa, e dall'altra molti LGBTIQ iracheni devono affrontare le loro famiglie senza possibilità di aiuto.
 I genitori abusano e talvolta addirittura uccidono i loro figli gay, che accusano di portare vergogna nella famiglia.

E 'difficile credere che ci sia speranza in questa disperazione, ma i nostri partner sono coraggios** fe fanno progressi ogni giorno, lavorando con persone generose ed amichevoli che li aiutano, e assistono i rifugiati provenienti dai territori controllati da ISIS,  così come danno loro ospitalità nella loro comunità.
Perciò il nostro lavoro per sostenerli - e non solo - è fondamentale per tante vite. Ancora più importante se saremo in grado di portare visibilità per questi gruppi presso le Nazioni Unite e altri organismi internazionali, assicurandoci che le loro storie siano ascoltate, e ancora fare sì che le risorse siano in grado di raggiungerli. Quando non c'è giustizia nel proprio paese, ci deve essere qualche altro a cui rivolgersi.
Grazie ai nostri partners c'è speranza nel territorio, e grazie all'adesione, con  il vostro sostegno, siamo in grado di dare aiuto a coloro che vedono solo morte e distruzione tutto intorno a se.

Vuoi partecipare come puoi a oggi è il Giorno per le donazioni  ?

Aiutaci a continuare a portare speranza e visibilità ai nostri partner all'estero, ignorati dal loro governo e dalla società.

Il tuo regalo di oggi ci potrà mettere in grado di raggiungere i nostri obiettivi nazionali e nel mondo e ci permetterà di farlo ancora di più con le contribuzioni giornaliere!.

Aiutaci a dare loro la speranza - e la voce!



Jessica Stern
Direttore esecutivo
OutRight Action International

Il nostro indirizzo postale:

OutRight Action International
80 Maiden Lane
Suite 1505
New York, NY 10038

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sabato 16 luglio 2016

Consultazione Europea per mantenere la libertà di Internet: solo due giorni per votare!

Ricevo e rilancio agli altri avaaziani d'Europa
AMg

La scorsa settimana un gruppo di grandi multinazionali che include Vodafone, Nokia ma anche l’italiana Telecom Italia, ha lanciato un ultimo e disperato attacco per conquistare il controllo di quello che vediamo e facciamo online.

Se avranno successo, saranno in grado di dare accessi superveloci ai colossi di Internet che possono pagare milioni, come Facebook o Google, condannando i media indipendenti, le start-up e i movimenti cittadini come il nostro di Avaaz a “corsie lentissime” e talvolta inaccessibili. Abbiamo poche ore per entrare in azione in numeri senza precedenti, se vogliamo fermarli.

L'Europa ha aperto una consultazione pubblica che chiude tra soli 2 giorni: sommergiamoli con centinaia di migliaia di messaggi chiedendo di fermare queste multinazionali che minacciano la libertà in Rete.

Invia ora un messaggio e poi dillo a tutti:
https://secure.avaaz.org/it/save_the_internet_eu_loc_2016/?bCEdvab&v=79139&cl=10375166262&_checksum=bcd8cab94c33e66f2061ce0a40b02e565ef952b52b80fb01e03011cd25e60c58

Il principio della neutralità della rete è quello che ha reso Internet uno strumento unico e fondamentale -- il riconoscimento che ognuno, dalla multinazionale più ricca al cittadino comune, devono avere accesso a tutti i contenuti e applicazioni senza filtri o censure. 
Le nostre campagne degli ultimi anni hanno contribuito a far tradurre questo principio in leggi e regolamentazioni forti negli Stati Uniti, in India e in Brasile.

Ora è il turno dell'Europa. Nel 2014 Avaaz ha contribuito a vincere qui una prima cruciale battaglia, spingendo il Parlamento europeo ad adottare una legislazione ambiziosa. Ma ora, i regolatori europei devono tradurre queste regole in specifiche linee guida, e sono sotto enorme pressione per consentire alle aziende delle telecomunicazioni, di controllare quello a cui accediamo, rallentando o facendo pagare per i siti che non hanno i soldi per stringere accordi milionari.

Queste multinazionali stanno lottando per ottenere un'Internet gestita da pochi monopoli. E senza una enorme risposta dei cittadini, potrebbero vincere, e mettere a rischio la stessa abilità della nostra comunità di lottare. Questo ci riguarda tutti, e non abbiamo tempo da perdere.

 Lo abbiamo già fatto altre volte, clicca sul link qui sotto per mandare ora un messaggio e poi condividi con tutti:

https://secure.avaaz.org/it/save_the_internet_eu_loc_2016/?bCEdvab&v=79139&cl=10375166262&_checksum=bcd8cab94c33e66f2061ce0a40b02e565ef952b52b80fb01e03011cd25e60c58

Tutti i movimenti che come il nostro lottano per la giustizia nel mondo usano Internet per organizzarsi.
Consentire alle multinazionali di controllare quali siti rallentare o bloccare minaccia la nostra libertà di parola, l’innovazione, e la nostra possibilità di lottare per una società migliore.
Ma, se vinciamo ora in Europa, possiamo fare la storia.

Con speranza e determinazione,
Luis, Luca, Christoph, Marigona, Daniel e tutto il team di Avaaz


ULTERIORI INFORMAZIONI

Il ricatto degli operatori europei: “Vi daremo il 5G se limitate la neutralità della rete” (Fanpage)
http://tech.fanpage.it/il-ricatto-degli-operatori-vi-daremo-il-5g-se-limitate-la-neutralita-della-rete/

L’Ue dà il via a una consultazione pubblica sulla neutralità di internet (Eunews)
http://www.eunews.it/2016/06/06/lue-da-il-via-una-consultazione-pubblica-sulla-neutralita-di-interne...

Pagina della Campagna “Salva Internet”
https://savetheinternet.eu/it/

Net neutrality, battaglia europea sulle offerte zero rating (Punto Informatico)
http://punto-informatico.it/4323256/PI/News/net-neutrality-battaglia-europea-sulle-offerte-zero-rati...