Vivere per la proposta di legge Eutanasia Legale

Libertà sessuale, libera sessualità- 1976 - Adele Faccio

I colori di Emma BONINO. Una DONNA Istituzionale e oltre....

Alba Montori su Facebook

venerdì 10 febbraio 2017

I mezzi prefigurano i fini.

E l'azione è indispensabile per raggiungerli.

Alle iscritte ed iscritti, a chi è già stato iscritto e a chi si iscriverà al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale Transpartito del 2017

Cara Alba,

quale Presidenza del Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito, riteniamo doveroso ed urgente informarti di una grave, ma necessaria e non più rinviabile, decisione che abbiamo dovuto assumere al fine di tentare di scongiurare, letteralmente, la morte del Partito che, come saprai, si determinerà qualora non riuscissimo ad essere almeno in 3000 (iscritti) entro il dicembre del 2017.
Riteniamo doveroso informarti preventivamente affinché, debitamente al corrente, ti possa formare una tua opinione e conseguentemente possa compiere le tue scelte.
E’ difatti molto probabile che a seguito delle iniziative che ci siamo assunti l’onere di portare avanti ci saranno delle reazioni ed è possibile che tutto questo, ove arrivi alle tue orecchie attraverso forzature, mezze verità, ambiguità, ti lasci disorientato, se non sconcertato.
Per questo abbiamo deciso di scriverti, per metterti a conoscenza di ciò che accadrà e delle ragioni che sono alla base del nostro agire quale Presidenza del Partito Radicale. Un agire mosso dalla ferma volontà di fare tutto ciò che è doveroso e possibile per tentare di salvare la vita e perciò le battaglie e gli obiettivi politici del Partito Radicale di Marco Pannella.

Occorre chiarezza, per gli iscritti e per gli “iscrivendi”, partendo dai fatti, oggettivi, così come si sono verificati. Occorrerebbe poter spiegare ciò che accade ed è accaduto a quante più persone possibile; ma insomma, come la nostra storia insegna, la stampa e la Tv italiana non hanno mai tollerato la presenza di noi Radicali ‘scostumati’, dei Radicali di Marco Pannella, ad iniziare dallo stesso Marco, insopportabile con la sua continua denuncia del Regime partitocratico.
La prima questione che viene posta in queste occasioni, allorquando è sul tavolo una scelta difficile, anche dolorosa, è se sia o meno conveniente, opportuna. Se sia “saggia”.
Di fronte a questi dubbi, da quando il Partito Radicale esiste, la risposta di Marco Pannella è sempre stata: sì, è opportuno; non solo è giusto, necessario, ma è urgente, e perfino “con-vincente”, se non ci si vuole rassegnare alle mere “convenienze”. Perché, ci ha sempre insegnato Pannella, il fine non giustifica i mezzi; piuttosto sono i mezzi che qualificano e prefigurano i fini.
Il Partito Radicale, difatti, non è, non vuole essere e non è mai stato un partito ideologico. Non per un caso, il Partito Radicale nel suo Statuto – modello di organizzazione politica unico al mondo – non ha un solo articolo nel quale siano specificati scopi e/o obiettivi, che – al contrario - sono il dato costituente di qualsiasi altra organizzazione. Una ragione c’è: da quando il Partito Radicale esiste è stato ben chiaro che tutto si fonda sulla “regola” dello stare insieme.
E la regola è una: il Congresso, a cui partecipano per diritto tutti gli iscritti al Partito (Partito a cui chiunque si può iscrivere; a nessuno può essere rifiutata l’iscrizione; nessuno può essere espulso), è il “luogo” in cui vengono decisi scopi ed obiettivi politici. È nel dibattito congressuale, e nel voto finale, che il Partito Radicale prende vita. O, magari, morte.

Questa è la regola.
Ed è questa regola, insieme alla mozione congressuale approvata dai 2/3 dei partecipanti al 40° Congresso Straordinario di Rebibbia e alla responsabilità che abbiamo nel tentare di realizzarla, che riteniamo qualifichi il nostro agire come opportuno, necessario, urgente.
E’ la vita del nostro Partito, dello strumento principale delle nostre lotte, ad essere in gioco.
Allora occorre fare chiarezza.
Ai più attenti osservatori delle cose e del mondo Radicale non sarà sfuggito come già da almeno tre anni, prima della scomparsa di Marco, si fosse determinata una frattura tra coloro che ritenevano che i Radicali dovevano seguire vie altre da quelle indicate da Marco e coloro che invece ritenevano e ritengono di condividere l’analisi del Regime e le principali battaglie da opporre allo stesso, a partire dalla centralità della battaglia sulla giustizia giusta, con la sua appendice carceraria e sul diritto alla conoscenza.
Questa frattura ha avuto un suo momento importante nel Congresso del Movimento Radicali Italiani del 2015, che ancor oggi nel suo Statuto reca la dicitura ‘soggetto costituente il Partito Radicale’ e che, con ovvio giubilo dei vincitori, non condividendo l’analisi e l’agenda indicata da Marco, elesse una dirigenza coerente con i fini altri da quelli sino ad allora dati per condivisi nel nostro stare insieme.
Legittimo, ci mancherebbe altro.
Sennonché se con Marco vivo l’imperativo era smarcarsi da un Pannella troppo ingombrante – basti ricordare l’episodio del rifiuto di presentare nel 2013 le Liste Bonino/Pannella, con il “suggerimento” di presentare le Liste Bernardini/Pannella e che letteralmente costrinse a ridosso del voto ad inventarsi le Liste Amnistia Giustizia e Libertà con le ovvie conseguenze dal punto di vista elettorale – con Marco morto e con le celebrazioni che i media di regime hanno tributato al non più pericoloso Pannella vivo, la corsa è stata a ‘riaccreditarsi’, grazie a media compiacenti e pronti, quali Radicali, Ultimi Radicali, Liste Radicali, Segretari dei Radicali, Iscritti Radicali, e così via.
E così mentre prima si ravvisava la necessità, ad esempio, di raccogliere le firme per i referendum o per le proposte di legge sotto vessilli diversi da quelli Radicali (Roma si muove, Milano si muove, ecc.) per il dichiarato timore che con i vessilli Radicali, troppo identificati con Pannella, le firme non si raccogliessero, poi si è arrivati, con Marco morente, a presentare Liste elettorali recanti il nome Radicali, sempre a Roma e Milano, in violazione della regola stabilita all’art. 1 dello stesso Statuto di Radicali Italiani ed all’insaputa del Partito Radicale e di tutti gli altri soggetti differenti da coloro che quella decisione avevano preso.
Finalmente la settimana scorsa, durante una riunione reperibile nel sito di “Radio Radicale”, un membro della Direzione di “Radicali Italiani” ha sintetizzato in modo cristallino quanto da tempo già evidente a chi vive intensamente il mondo radicale: parlando al plurale, e senza che nessuno dei presenti lo abbia contestato o si sia dissociato da quella rivendicazione, ha affermato che quello che avevano costruito in anni, e che continuavano a costruire era né più né meno che l’essersi “assunti la responsabilità personale, politica di entrare prima in collisione con lo stesso Marco Pannella … e poi con un pezzo di partito radicale”. Questa compiaciuta rivendicazione non è stata contestata da nessuno dei presenti: nessuno dei componenti della Direzione o del Comitato Nazionale di Radicali Italiani si è dissociato. Nessuno ha obiettato a questa “assunzione di responsabilità”. Un silenzio che equivale ad assenso, condivisione.
Sennonché, anche volendo ammettere che con le collisioni si riesca davvero a costruire qualcosa, piuttosto che a distruggere, almeno dal Congresso di Rebibbia, la collisione non è più con “un pezzo di partito radicale”, bensì con il Partito nella sua interezza, se è vero, com’è vero, che l’intero Partito si ritrova intorno alla mozione approvata dai congressisti che diventa, per l’appunto, la mozione del Partito, di tutto il Partito.

* * *

Noi riteniamo di avere una precisa responsabilità nei confronti del Partito Radicale: la responsabilità di tenere vivo il Partito Radicale, di tenere viva la storia del Partito Radicale e di tutti i militanti che hanno collaborato alla realizzazione delle proposte di Marco Pannella, di realizzare gli obiettivi che il Congresso ha votato a Rebibbia.
Per far fronte a questa responsabilità occorre fare delle scelte radicali, anche, anzi sicuramente, dolorose.
Crediamo anche che sia opportuno, necessario e giusto che tu sia messo in condizione di comprendere quali sono le ragioni che ci hanno condotto a fare le scelte che di qui a breve ti illustreremo e per consentirti di comprendere abbiamo il dovere di non nascondere, di non occultare la realtà.
L’impresa potrebbe essere improba, dolorosa, soggetta a incomprensioni, lunga e faticosa da chiarire e spiegare, non certo solo attraverso questa lettera, ma tutto ciò non può per noi diventare un alibi per rassegnarsi all’ineluttabile: la morte del Partito Radicale.
Nonostante l’impegnativo obiettivo da raggiungere per consentire al Partito più antico della Repubblica di non morire, nonostante questo Partito sia il Partito di quel Marco Pannella celebrato alla sua morte, nonostante la straordinaria mobilitazione nelle carceri dove i detenuti continuano a richiedere l’iscrizione al Partito Radicale, persiste da parte dei media di regime la conventio ad excludendum nei confronti dei Radicali, almeno di quelli “scostumati” che continuerebbero a rappresentare, con le loro proposte, con le loro iniziative, con il loro modo di fare politica, quello scandalo n integrabile di cui ha scritto e detto Pier Paolo Pasolini.
Nonostante la straordinaria mobilitazione necessaria a far vivere il Partito e le sue battaglie, difatti, a noi non vengono concessi inviti in tv, copertine di giornali e interviste sulla qualunque. Altri Radicali imperversano sui media, ma sono impegnati a promuovere altro e/o altri, non certo la vita e le lotte del Partito Radicale.
Il Partito Radicale non ha più neppure un addetto stampa e la gestione dei social network è, al momento, nonostante lo sforzo militante di diversi compagni, assolutamente inadeguata allo scopo.
Lo sappiamo, ne siamo consapevoli, ma anche questa situazione è frutto di quello che, come andremo a spiegare, consideriamo il tradimento delle ragioni costitutive di alcuni dei soggetti inizialmente nati, intorno al Partito Radicale, come soggetti ‘di scopo’.

* * *

Agli iscritti al Partito Radicale del 2016 riuniti in Congresso straordinario sono state presentate due mozioni; ha prevalso con i 2/3 dei voti la mozione che si pone come obiettivi politici il perseguimento delle lotte: (i) per l’affermazione dello Stato di Diritto e il Diritto umano e civile alla conoscenza, in Italia e ovunque; (ii) per la riforma della Giustizia e il suo epilogo carcerario, a partire dall'Italia, individuando come priorità l’Amnistia e l’Indulto, l’approvazione della legge di riforma dell’ordinamento penitenziario e il superamento del regime del 41 bis e del sistema dell’ergastolo, a partire da quello ostativo; (iii) per gli Stati Uniti d'Europa, quelli prefigurati nel Manifesto di Ventotene da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni.
La Mozione approvata prescrive – senza alcuna rete di “protezione” – la chiusura del Partito Radicale se entro il 2017 non si conseguirà l’obiettivo di almeno 3.000 iscritti, da confermare nel 2018.
E’ una mozione frutto del lavoro degli ultimi dieci anni di vita politica di Marco Pannella e di coloro che intorno a Marco si sono ritrovati nel denunciare l’immonda condizione della giustizia e delle carceri – un sistema, quello giudiziario, che dovrebbe garantire giustizia e che invece produce solo la costante, intollerabile, violazione dei diritti umani fondamentali – e nel prefigurare la codificazione a livello sovranazionale del diritto umano alla conoscenza, quale fondamento e fondamentale presupposto della democrazia e della libertà.
Dieci anni nei quali, a spese del Partito Radicale e della Lista Pannella, sono state fornite ad organizzazioni volute, fondate e finanziate dal Partito Radicale tutti gli strumenti necessari perché potessero operare. Organizzazioni nate in occasioni di campagne specifiche, e che al raggiungimento dell'obiettivo, come prassi radicale, avrebbero dovuto sciogliersi: in passato è accaduto, per esempio, con la Lega per il divorzio, o con altre associazioni promosse per sostenere specifiche campagne.
Queste organizzazioni si sono strutturate in modo indipendente, hanno proprie agende politico/elettorali in conflitto con quelle – e con la stessa ragion d’essere – del Partito Radicale; si dannano l’anima per essere ammesse, con i volti del loro gruppo dirigente, oltre che nei salotti tv, ai tavoli della politica partitocratica di uno degli schieramenti in campo.
Per questo hanno dato vita ad un conflitto, come oggi rivendicato nelle loro sedi istituzionali, con Marco Pannella e con pezzi del Partito Radicale.
Ribadiamo, tutto questo è politicamente legittimo, come sono legittime le ambizioni personali dei singoli, tuttavia, riteniamo, non in nome del Partito Radicale, non a costo della morte del Partito Radicale!
Perché questo va accadendo. Va accadendo che la maggior parte degli italiani neppure sanno della mobilitazione in corso per far vivere il Partito Radicale, mentre sanno e pensano, indotti da media compiacenti e social network usati con abilità professionali, che i Radicali, gli ultimi Radicali, i Segretari dei Radicali sono quelli delle elezioni Romane o Milanesi, quelli delle copertine dei giornali, delle ospitate in TV, delle interviste sulla qualunque. E questi Radicali, quelli del conflitto con Marco Pannella, oggi non solo non danno conto, in tv o sui giornali, del conflitto pure da loro determinato, ma neppure salta loro in mente di far conoscere agli italiani la situazione e le battaglie del Partito Radicale o di sollecitare iscrizioni al Partito di Marco Pannella, che anzi, per quanto appresso chiariremo, quel che avviene è esattamente il contrario essendo l’obiettivo quello di sottrarre iscrizioni al Partito Radicale.
Alla rivendicata indipendenza politica, però, sino ad oggi, è stata affiancata una vita organizzativa solo in parte indipendente: le spese della struttura in cui operano, sono ancora, come negli ultimi dieci anni, prevalentemente a carico del Partito Radicale.
Radicali Italiani, difatti, come le altre organizzazioni di quella che era la cd. Galassia radicale, era “ospitata” con altre nella sede del Partito Radicale che si fa carico delle spese di affitto, luce, spese telefoniche, condominiali e, fino al 2015, di personale.
Per mantenere tutto ciò, di cui le associazioni “ospitate” beneficiavano e a tutt’oggi beneficiano – potendo con ciò convogliare tutti i propri introiti per sostenere iniziative politiche ed avere strutture dedicate – il Partito Radicale tratteneva le quote delle iscrizioni cosiddette “a pacchetto”: in dieci anni questo sistema ha portato il Partito Radicale a cumulare un complessivo debito, per le spese di struttura, appunto, di circa un milione di euro.
Lo slogan che aveva accompagnato il “fiorire” e il dare vita ad organizzazioni finalizzate a specifiche campagne politiche era quello di "marciare separati per colpire uniti"; allora si dava per scontato che era il Regime quello che si doveva colpire, mentre oggi, è un dato di fatto, chi viene ad esserne colpito è il Partito Radicale.
Abbiamo la responsabilità di evitare, con te se vorrai, che il Partito Radicale muoia sotto questi colpi.

* * *

Un confronto tra la mozione "costitutiva" del Movimento Radicali Italiani, approvata dal primo congresso del luglio 2002 a Roma, e quella dell’ultimo congresso del 2016 è plasticamente esemplificativo della situazione che si è venuta a determinare in seguito al conflitto voluto, costruito, dal gruppo dirigente di Radicali Italiani:
Radicali Italiani "decide di mobilitarsi da subito per un pieno successo della seconda sessione del Congresso del Partito Radicale, transnazionale e transpartito, soggetto motore della lotta organizzata per l’affermazione della vita, del diritto e della libertà in ogni parte del mondo, a cominciare dall’istituzione della Organizzazione Mondiale della Democrazia auspicata da Emma Bonino”. (mozione 2002)
Radicali Italiani "Prende atto della mozione approvata dal 40° Congresso straordinario del Partito radicale che prevede, tra le altre cose, la sospensione della parte dello Statuto relativa ai soggetti costituenti e ribadisce la necessità di riconquistare la vita politica e democratica del Partito Radicale innanzitutto attraverso iniziative transnazionali di Radicali Italiani, l’invito al tesseramento e la promozione di un coordinamento aperto ai soggetti dell’area." (mozione 2016)
Quindi, Radicali Italiani è stato fondato per essere il soggetto che in Italia organizza le lotte del Partito Radicale (mozione 2002); ma se il Partito Radicale delibera, in Congresso, con la mozione votata dai 2/3 dei congressisti di uno dei congressi più partecipati nella storia del Partito Radicale, di continuare a voler attuare “l'agenda Pannelliana” non gradita al gruppo dirigente di Radicali Italiani, allora sarà Radicali Italiani a mascherarsi da Partito Radicale, ad assumerne le sembianze, da ciò il farsi carico di iniziative transnazionali e il farsi promotore di un coordinamento tra le altre associazioni che con Radicali Italiani hanno condiviso il percorso degli ultimi tre anni (mozione 2016)
E siamo al 29 gennaio 2017, quando il Comitato Nazionale di Radicali Italiani delibera, per raggiungere i propri obiettivi, di voler conseguire, non 2.000 o 2.500, ma – guarda caso – 3.000 iscritti entro dicembre 2017, lo stesso obiettivo di 3.000 iscritti deliberato dal Partito Radicale nel Congresso di Rebibbia, con una sola differenza: che il Partito Radicale chiude se non li raggiunge, mentre Radicali Italiani sopravvive anche se non li raggiunge.
Un chiaro obiettivo concorrenziale che conta, letteralmente, sulla confusione volutamente creata – mai Radicali Italiani, in circa 17 anni di vita, ha sentito la necessità di individuare il proprio obiettivo annuale di iscritti in 3.000 – e che è volto anche a far fallire quello dei 3.000 iscritti al Partito Radicale e, con ciò, determinare la sua chiusura.
Fatto è che decine di persone in carne e ossa, purtroppo sollecitate da telefonate a dir poco ambigue provenienti dalla sede del Partito Radicale, si sono iscritte a Radicali Italiani pensando così di essersi iscritte al Partito Radicale e dato che per il Partito Radicale anche una sola tessera può determinare la differenza tra vivere o morire è chiaro che, quale Presidenza, abbiamo il dovere di assumere ogni decisione necessaria a scongiurare future ‘confusioni’.
In passato la confusione esistente tra soggetti dell’area radicale – certo di non facile decifrabilità per molti – era un valore persino positivo rispetto ad un movimento che nel suo complesso si ritrovava nell’analisi politica, negli obiettivi, nelle battaglie condivise: "marciare separati per colpire uniti".
Oggi la confusione è per il Partito Radicale un disvalore e mentre il Partito Radicale non dispone di strumenti per far fronte a questo deficit di chiarezza, di trasparenza e di informazione, la sensazione chiara che dall’altra parte, forti della compiacenza dei media e dell’uso massiccio dei social network, si giochi sempre di più – come dimostra la circostanza per la quale improvvisamente RI ha deciso di fissare in 3000 l’obiettivo per le iscrizioni nel 2017 – a determinarla.
Da ultimo, ma non per ultimo, è bene sapere che sempre Radicali Italiani trattiene da alcuni anni circa 60mila euro di quote iscrizione al Partito Radicale, versate tramite i conti postali o bancari di Radicali Italiani.
La situazione, ridotta ai minimi termini è questa: chi, nato per costituire il Partito Radicale è maturato nel suo contrario, ha pur sempre tutta la libertà di fare quello che vuole, come vuole, con chi vuole, ma non può pretendere di farlo a spese – economiche e politiche – del Partito Radicale, della sua storia, della sua continuità ed attualità politica, della sua vita.
Un altro esempio: se Radicali Italiani, per sostenere la battaglia sulla legalizzazione delle droghe leggere, decide di nascondere completamente le disobbedienze civili di Rita Bernardini, di Laura Arconti, di Marco Pannella (che per questo hanno subito decine di processi, hanno inanellato condanne e assoluzioni gravide di conseguenze in termini giuridici) e decide di regalare un “semino” di cannabis, specificando che “non si tratta di un reato” è ovvio che lo possa fare, meno ovvio è che lo faccia utilizzando ancora le strutture e i mezzi del Partito Radicale, e sicuramente meno leale è che lo faccia dichiarando alla stampa di regime una continuità con le azioni nonviolente Radicali di disobbedienza civile. La disobbedienza civile di Rita Bernardini – piantagione e distribuzione gratuita di chili di marijuana ai malati che non hanno accesso ai farmaci cannabinoidi – è un reato a costo della galera, quella del semino innocente di Radicali Italiani è “disobbedienza civile a buon mercato”.

      * * *
Alla luce di quanto abbiamo solo sommariamente cercato di spiegarti, come già annunciato nell'ultima riunione della Presidenza del Partito Radicale, disponibile sul sito di “Radio Radicale”, al fine di scongiurare che questo stato di cose possa continuare e concorrere con la morte del Partito Radicale, ti informiamo che la sede sarà nella disponibilità del Partito Radicale fino alla fine del mese di febbraio. Dal 1° marzo passerà alla Lista Pannella e questo comporterà una redistribuzione degli “spazi” disponibili, tra la stessa Lista, il Partito, e le sole associazioni impegnate nella realizzazione degli obiettivi congressuali stabiliti nella mozione generale del Partito Radicale.
Al tempo stesso cercheremo di affittare a prezzi di mercato parte del secondo piano, per reperire risorse utili all'attività politica, oggi affidata alla militanza, al volontariato e a mezzi di fortuna.
Inoltre, verrà a breve ridiscusso il palinsesto di “Radio Radicale”, unico media praticato dai Radicali “scostumati” con l'obiettivo di potenziare la presenza del Partito Radicale, per il raggiungimento dell'obiettivo vitale dei 3000 iscritti, e degli altri punti approvati con la mozione di Rebibbia.

* * *

Per far vivere il Partito Radicale abbiamo urgente bisogno del tuo aiuto, della tua iscrizione, del tuo contributo. Non è la prima volta che accade. La nostra è una onorevole “mendicità”, come diceva spesso Pannella, che per il Partito si è spogliato di ogni suo avere; una “mendicità” di cui si può essere orgogliosi e fieri, ma che al tempo stesso può essere motivo e causa della nostra morte, e soprattutto della morte delle cause e degli obiettivi che ci siamo posti.
Se non corriamo il rischio di farcela, avremo la certezza che tutto sarà perduto.
Era prevedibile? Era previsto!
Pannella nel 1978, rivolgendosi all'allora gruppo dirigente ebbe a dire: “non possiamo non prevedere fin d’ora - pena la morte politica di tutti noi - che si tenterà di separare, di annettere, di integrare qualsiasi radicale che proponga in modo non scostumato, cioè secondo il costume di classe del potere, e quindi con costumi omogenei a quelli del potere, quello che insieme abbiamo imparato e a cui stiamo dando corpo”.
Per parte nostra, possiamo promettere e assicurare che continueremo ad essere, in questo senso, “scostumati”; per questa “scostumatezza”, come in passato, si verrà colpiti e attaccati e cercheranno di annichilirci in ogni modo. Con una differenza, rispetto ad altre volte: i “colpi” verranno non solo dal Regime, ma anche, e con maggiore determinazione e violenza, da chi anela ad accostarsi al Regime “con educazione”, fino ad esserne ammesso a farne parte. A ciascuno il suo.

Matteo Angioli, Angiolo Bandinelli, Marco Beltrandi, Rita Bernardini, Maurizio Bolognetti, Antonella Casu, Antonio Cerrone, Deborah Cianfanelli, Sergio D'Elia, Maria Antonietta Farina Coscioni, Mariano Giustino, Giuseppe Rossodivita, Irene Testa, Maurizio Turco, Valter Vecellio, Elisabetta Zamparutti

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mercoledì 8 febbraio 2017

PapaBergoglio e Trump






Papa Francesco conduce una preghiera in Vaticano alla fine di gennaio.
L'agenda del papa fa di lui una figura di popolarità globale senza precedenti, soprattutto tra i liberali.

( traduzione di AMg)
L'Osservatore Romano, su Reuters
https://mobile.nytimes.com/2017/02/07/world/europe/vatican-steve-bannon-pope-francis.html?emc=edit_th_20170207&nl=todaysheadlines&nlid=54766975&referer=#modal-lightbox


Da Jason HOROWITZ

7 Febbraio 2017
ROMA - Quando Steve Bannon stava ancora dirigendo Breitbart News, è andato in Vaticano a coprire la canonizzazione di Giovanni Paolo II e farsi alcuni amici. In cima alla sua lista di persone da incontrare c'è stato un cardinale americano ultraconservatore, Raymond Burke, che si era apertamente scontrato con Papa Francesco.


In una delle anticamere del cardinale, in mezzo a statue religiose e pareti tappezzate di libro, il cardinale Burke e il signor Bannon - che ora è il rappresentante anti-establishment del presidente Trump - sono ben incollati su una loro visione del mondo condivisa. Hanno visto l'Islam come una minaccia di invasione di un Occidente prostrato e indebolito dall'erosione dei valori cristiani tradizionali, e si consideravano come ingiustamente ostracizzati dalle elite politiche out-of-touch.


"Quando si ritrova qualcuno che si è sacrificato per rimanere fedele ai suoi principi e che combatte battaglie dello stesso genere in campo culturale, in un'area diversa del campo di battaglia, non mi stupisce che ci sia un incontro di cuori, "ha detto Benjamin Harnwell, un confidente del cardinale Burke che ha organizzato l'incontro del 2014.


Mentre il signor Trump, un presidente due volte divorziato che si è vantato delle sue conquiste femminili, può sembrare un improbabile alleato dei tradizionalisti in Vaticano, molti di loro considerano la sua elezione e l'ascesa del signor Bannon come innovazioni che hanno il potenziale di cambiare il gioco.


Proprio come il signor Bannon ha messo assieme i partiti di estrema destra minacciando di far cadere i governi in tutta l'Europa occidentale, ha anche fatto causa comune con gli elementi della Chiesa Cattolica Romana che si oppongono alla direzione che Francesco sta prendendo. Molto condividono il sospetto del signor Bannon che Papa Francesco sia un Pontefice pericolosamente sbagliato, e probabilmente socialista.


Fino ad ora, Francesco ha emarginato o retrocesso i tradizionalisti, in particolare il cardinale Burke; la realizzazione di un ordine del giorno inclusivo in materia di migrazione, i cambiamenti climatici e la povertà ha fatto del papa una figura di popolarità globale senza precedenti, soprattutto tra i liberali. Eppure, in un mondo di nuovo turbolento, Francesco è improvvisamente una figura sempre più sola. Dove una volta Francesco ha avuto un potente alleato alla Casa Bianca in Barack Obama, ora ci sono il signor Trump e il signor Bannon, guru ideologico di questo nuovo presidente.


Per molti degli avversari ideologici del papa dentro ed intorno al Vaticano, timorosi di un pontefice che sembra esteriormente uno zio ma internamente è uno spietato possessore del potere politico assoluto, questo momento rabbioso della storia è l'occasione per far andare fuori strada quello che vedono come un papa dall'agenda disastrosa. Ed in Mr. Trump, e più direttamente in Mr. Bannon, un po' auto-descritti come "Rad Trads" - o tradizionalisti radicali - vedono un leader alternativo che si schiererà per i valori cristiani tradizionali e contro gli intrusi musulmani.


"Ci sono enormi aree in cui noi e il papa ci contrapponiamo, e da fedele cattolico, non voglio passare la mia vita combattendo contro il Papa su questioni su cui non cambierò idea", ha detto Harnwell nel corso di un pranzo a base di cannelloni. "Molto più importante per me sarebbe trascorrere del tempo a lavorare in modo costruttivo con Steve Bannon."


Ha messo in chiaro che stava parlando per se stesso, non per l'Istituto per la dignità umana, un gruppo cattolico conservatore che ha fondato, e ha insistito che ha condiviso gli obiettivi del papa di assicurare la pace e porre fine alla povertà, non solo le sue idee su come raggiungerlo .


Il signor Bannon ha articolato pubblicamente la sua visione del mondo in un discorso pochi mesi dopo il suo incontro con il cardinale Burke, in una conferenza in Vaticano organizzata dall' istituto di Mr. Harnwell.


Parlando via feed video da Los Angeles, il signor Bannon, un cattolico ben distante e indietro contro la secolarizzazione dilagante, contro la minaccia esistenziale dell'Islam, e un capitalismo ormai alla deriva dai fondamenti morali del cristianesimo.


Quel discorso ha raccolto molta attenzione e approvazione da parte dei conservatori, per la sua espressione esplicita della visione del signor Bannon. Meno ampiamente noti sono i suoi sforzi per coltivare alleanze strategiche con quelli di Roma che condividono la sua interpretazione di una teologia di "chiesa militante"di destra.


L'immagine di Mr. Bannon, con discorsi e l'approvazione di Mr. Harnwell come "il ragazzo più intelligente di Roma" sono presenti pesantemente sul sito della fondazione di Mr. Harnwell. Il consulente senior di Mr. Trump ha mantenuto contatti e-mail con il cardinale Burke, secondo il signor Harnwell, che è sceso nella residenza del cardinale dopo pranzo. E un'altra persona attualmente conoscente del signor Bannon e ben informata ha detto che il funzionario della Casa Bianca sta personalmente chiamando i suoi contatti a Roma per consultarli su chi dovrebbe essere l'ambasciatore dell'amministrazione Trump presso la Santa Sede.


Nel corso del viaggio dell'aprile 2014 il signor Bannon ha corteggiato Edward Pentin, un importante giornalista conservatore del Vaticano, come potenziale corrispondente a Roma per Breitbart, il sito web che è popolare con l'alt-destra, un movimento di estrema destra che ha attratto suprematisti bianchi.
"Lui sembrava davvero fare le battaglie che la Chiesa ha bisogno di combattere", ha dichiarato Pentin, l'autore di "Il sartiame di un Sinodo Vaticano?", un libro che afferma che Papa Francesco e i suoi sostenitori spianano gli avversari. La prima di tali battaglie, ha affermato il signor Pentin, era l'attenzione di Mr. Bannon sul contrasto a un "marxismo culturale" che era penetrato nella chiesa.


Dal momento che la visita e l'incontro con il cardinale Burke - un'esperienza che Daniel Fluette, il capo della produzione per Breitbart, sono stati descritti come "incredibilmente potenti" dal signor Bannon - lo stratega ideologico di Mr. Trump ha mantenuto un focus su Roma.


Il signor Bannon è tornato a dirigere il documentario "Torchbearer," in cui il Phil Robertson star dell "Dynasty delle anatre" contempla le conseguenze apocalittiche di uni sgretolamento della Cristianità. Il signor Bannon si è anche riunito con i vecchi amici, compreso l'eventuale corrispondente da Roma per Breitbart, Thomas Williams.




Steve Bannon ha cercato alleanze con quelli di Roma che credono che Papa Francesco stia conducendo la Chiesa cattolica nella direzione sbagliata.
HILARY SWIFT PER IL NEW YORK TIMES
Un ex sacerdote, il sig.Williams ha detto che usava discutere con il signor Bannon sul fatto che il papa avesse sottoscritto un marchio di estrema sinistra della teologia della liberazione, con il signor Bannon che definiva il papa come un "socialista / comunista." Mr. Williams ha detto che di solito ha difeso il papa, ma che recenti dichiarazioni di Francesco lo hanno convinto "Steve ha visto giusto. Questo succede più spesso di quanto si pensi.. "


Le riflessioni private del signor Bannon riguardo al papa sono a volte comparse in pubblico.


Il 23 maggio, il signor Bannon e il signor Williams ha parlato di Papa Francesco sul programma radiofonico Breitbart Daily News.


Discutendo un articolo di Breitbart sul nuovo sindaco di Londra dal titolo "Il Papa saluta l'elezione di Sadiq Khan, celebra la migrazione musulmana di massa in Europa ," Mr. Bannon ha suggerfito che il papa "sembra quasi scaricare la responsabilità sugli uomini che lavorano e le donne d'Italia e in Europa eccetera, che devono andare fuori dalla loro strada per accogliere "la migrazione.


Era forse il papa un elitario globale, ha chiesto il signor Bannon, "due o tre passi tolto questo?"


Molti critici di Francesco esprimono opinioni simili, ma hanno spesso paura di esprimersi per timore di ritorsioni da parte del papa, che, dicono, ha occhi e le orecchie in tutto il Vaticano.


Invece, anonimi critici del papa hanno tappezzato Roma durante il fine settimana con i manifesti di un Francesco dall'aspetto scontroso sopra reclami circa le sue rimozioni e ignorando chierici e cardinali. "Dov'è la tua misericordia?" Ha chiesto.


Conservatori e tradizionalisti in segreto fanno circolare in Vaticano falsi mock-up su l'Osservatore Romano, giornale ufficiale del Vaticano, prendendo in giro il papa. O diffondono un video di YouTube per criticare il papa e la sua esortazione sull'amore nella famiglia, "Amoris Laetitia", che molti tradizionalisti considerano una salva di apertura di Francesco contro la dottrina della Chiesa. Con in sottofondo la musica di "Questo è Amore", un crooner ferito canta: "Quando saremo tutti liberati da questa crudele tirannia, che è Amoris" e "E 'il clima di paura progettato per quattro anni, che è Amoris".


Il cardinale Burke - che ha detto che l'esortazione del papa, che ha aperto la porta per ricevere la comunione ai cattolici divorziati risposati al di fuori della chiesa, potrebbe richiedere "un atto formale di correzione" - è stato insolitamente esplicito nella sua critica di Francesco. Il cardinale Burke e il signor Bannon hanno rifiutato di commentare questo articolo.


Poche settimane fa il papa ha spogliato il cardinale Burke della sua residua influenza istituzionale dopo lo scandalo esploso ai Cavalieri di Malta, un ordine cavalleresco millenario dove era stato esiliato come punizione dal Vaticano. Il papa aveva rimosso il gran maestro dell'ordine, per aver mostrato disobbedienza al papa. C'era un senso nel modo in cui il gran maestro ha seguito la guida del cardinale Burke perché lui esprimeva autorità, un potere che derivava dal suo sostegno da parte dell'amministrazione Trump, ha dichiarato un cavaliere influente.

Il cardinale Burke è diventato un campione dei conservatori negli Stati Uniti. Sotto il signor Bannon, Breitbart Notizie esorta il suo corrispondente da Roma a scrivere su di lui con simpatia. E in una riunione di anti-abortisti del mese di marzo scorso per la manifestazione Vita a Washington, il cardinale Burke ha ricevuto la Law of Life Achievement, o della concessione di chiodo, una replica in cornice del chiodo usato per tenere i piedi di Cristo alla croce. Secondo John-Henry Westen, l'editor di News vita del sito, che ha annunciato il premio, il premio viene assegnato ai cristiani "che hanno ricevuto una pugnalata alle spalle."


Nonostante la grande influenza del signor Bannon a Roma, Burke e altri tradizionalisti non sono in ascesa in Vaticano.


Il Rev. Antonio Spadaro, gesuita che dirige il giornale del Vaticano approvato da La Civiltà Cattolica e che è vicino al papa, ha respinto le loro critiche come l'effetto di una rumorosa ma piccola "cassa di risonanza".


Inoltre ha giocato al ribasso l'effetto dell'ascesa di Mr. Trump, in relazione alla posizione degli avversari di Francesco 'in Vaticano, dicendo che era su solo come "livello di immagine" e "propaganda".


Il papa vuole mantenere la sua direzione e non essere distratto da lotte contro coloro che cercano di tagliargli le gambe, ha detto padre Spadaro. "Si muove in avanti, e si muove avanti molto velocemente."


Egli ha aggiunto che il divieto di Mr. Trump sugli immigrati provenienti da alcuni paesi musulmani è stato "contrario" alla visione del Pontefice su come promuovere l'unità e la pace. Il papa, ha detto padre Spadaro, sta facendo tutto il possibile per evitare lo scontro di civiltà che cercano sia i fondamentalisti islamici che i cristiani.


In effetti, il papa non sembra rallentare.


Qualche giorno dopo l'elezione di Mr. Trump, nella Basilica di San Pietro il Vaticano ha ufficialmente insediato i nuovi cardinali scelti da Papa Francesco, che riflettono l'accento del papa su una chiesa inclusiva - lontana dalla visione del mondo di Mr. Bannon e Burke.


"Non è che stia solo inserendo nuove persone in quello che forse pensa come lui", ha detto dopo la cerimonia il Cardinale Blase Cupich, l'influente nuovo cardinale di Chicago, . "Lui sta trasformando la chiesa nel farci ripensare il modo in cui abbiamo fatto le cose prima."


Questa trasformazione è stata evidente in tarda serata, quando la vecchia guardia conservatrice è venuta a rendere omaggio ai nuovi cardinali.


João Braz de Aviz, un potente cardinale vicino al papa, è andato in giro in semplici abiti da clerico, l'equivalente di abiti civili tra tutte le tonache fluenti. Alla domanda se la salita di Mr. Trump potrà incoraggiare gli alleati del signor Bannon in Vaticano a intensificare la loro opposizione e costringere il papa a prendere una linea più ortodossa, si è stretto nelle spalle.


"La dottrina è sicuro", ha detto, aggiungendo che la missione della Chiesa è stata più per salvaguardare i poveri. E 'stato anche, ha ricordato ai suoi colleghi tradizionalisti, per servire San Pietro, la cui autorità è tramandata attraverso i papi. "E oggi, Francesco è Pietro."

giovedì 26 gennaio 2017

Il 26 gennaio è il compleanno di Angela Davis.

Buon 73° compleanno Angela !

Gran parte delle tue lotte sono state e sono ancora le mie. Qualcosa siamo riuscite a trasformarlo in positivo, qual cos'altro è in corso d'opera, ma molto è ancora da rivoluzionare sul serio.

Nel frattempo, da quando abbiamo cominciato a lottare per l'uguaglianza di diritti per tutti, siamo diventati più di 7 miliardi a utilizzare le risorse della nostra Terra e le distanze tra i pochi sempre più ricchi e i tantissimi sempre più poveri, non sono state colmate, anzi, si sono accentuate, ma non per questo smettiamo a quanto pare di adoperarci perché tutto ciò un giorno o l'altro finisca, in America come in Italia e in Europa e in tutto il resto del mondo che ci ospita.

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Sono convinta che bisognerà ancora lavorare molto per battere l'egoismo e l'arroganza del Potere, sopra tutto occorrerà saper educare le nuove generazioni a riconoscere ed evitare l'arroganza, lo sfruttamento e la violenza che sono i frutto dell'ignoranza della storia dell'umanità, ma abbiamo la scienza e la tecnologia, che assieme alla determinazione e all'amore aiuteranno a colmare le differenze di diritti e a realizzare il sogno di libertà che inseguiamo...

[...] io ho un sogno. E’ un sogno profondamente radicato nel sogno americano, che un giorno questa nazione si leverà in piedi e vivrà fino in fondo il senso delle sue convinzioni: noi riteniamo ovvia questa verità, che tutti gli uomini sono creati uguali.

Io ho un sogno, che un giorno sulle rosse colline della Georgia i figli di coloro che un tempo furono schiavi e i figli di coloro che un tempo possedettero schiavi, sapranno sedere insieme al tavolo della fratellanza.

Io ho un sogno, che un giorno perfino lo stato del Mississippi, uno stato colmo dell’arroganza dell’ingiustizia, colmo dell’arroganza dell’oppressione, si trasformerà in un’oasi di libertà e giustizia.

Io ho un sogno, che i miei quattro figli piccoli vivranno un giorno in una nazione nella quale non saranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per le qualità del loro carattere. Ho davanti a me un sogno, oggi!

Io ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà esaltata, ogni collina e ogni montagna saranno umiliate, i luoghi scabri saranno fatti piani e i luoghi tortuosi raddrizzati e la gloria del Signore si mostrerà e tutti gli essere viventi, insieme, la vedranno. E’ questa la nostra speranza. Questa è la fede con la quale io mi avvio verso il Sud.

Con questa fede saremo in grado di strappare alla montagna della disperazione una pietra di speranza. Con questa fede saremo in grado di trasformare le stridenti discordie della nostra nazione in una bellissima sinfonia di fratellanza.

Con questa fede saremo in grado di lavorare insieme, di pregare insieme, di lottare insieme, di andare insieme in carcere, di difendere insieme la libertà, sapendo che un giorno saremo liberi. Quello sarà il giorno in cui tutti i figli di Dio sapranno cantare con significati nuovi: paese mio, di te, dolce terra di libertà, di te io canto; terra dove morirono i miei padri, terra orgoglio del pellegrino, da ogni pendice di montagna risuoni la libertà; e se l’America vuole essere una grande nazione possa questo accadere.[...]

Martin Luther King
28 agosto 1963 - "I have a dream"

dall'  "enciclopedia delle donne"

Cronaca di un fresh- mob d'Amore

Il 13 gennaio all'Angelus, che sarebbe alle 12 e un po', sono entrata in Piazza San Pietro.
Sotto una pioggia battente e insistente, passato l'accesso dal colonnato del Bernini e insinuandomi oltre la fila di pellegrini in coda per entrare in Basilica, eccomi nella vastità segnata soltanto dall'immenso obelisco centrale, circondato in distanza dai lumi, e dalle due fontane collocate nei fuochi dell'immensa piazza ellittica.
 Mi si apre una visione assolutamente inaspettata: il grande abete natalizio e il Presepe che da anni ormai da prima del Natale fino tutto gennaio venivano a occupare tutta l'area centrale intorno all'obelisco fino ai lumi, con le transenne a impedirne l'accesso, ieri erano spariti ed erano finalmente di nuovo visibili le lastre marmoree nella pavimentazione. Una di queste lastre, di forma rotonda, è stata il luogo dove Alfredo si è dato fuoco.

Nei primi anni dopo il suo sacrificio sono andata a poggiare su quella lastra il mio omaggio floreale, ma questo è stato ben presto reso impossibile dalla persistenza in loco alla data del 13 gennaio del complesso protetto del presepio più l'abete.
 Fin dall'anno successivo alla sua morte, spinte in particolare da Peter Boom e Massimo Consoli, con gli attivisti delle principali associazioni GLBT  assieme a UAAR  ed altri esponenti della cultura laica ci recavamo a manifestare dall' Italia, al limite del perimetro dello SCV.  Con bandiere arcobaleno, discorsi  intendevamo ricordare il sacrificio di Ormando e chiedere al papa di eliminare l'omofobia della chiesa cattolica; a conclusione si  lanciavano i fiori che avevamo portato con noi sul selciato.
Io però mi sono sempre recata fin dentro la piazza per lasciare i fiori direttamente sul luogo del martirio e qualche volta, negli ultimi anni, qualcuno è venuto con me, ma sempre mi son trovata a dover fare i conti con la complessa "macchina natalizia" piazzata proprio dove Alfredo si è immolato.
E quest'anno ecco, come per incanto sotto la pioggia, la piazza sgombra e l'accesso praticamente libero, ho persino potuto fotografare Claudio che poggiava gentilmente i fiori nella vaschetta accanto al luogo del rogo di Alfredo...
Ma non credo che sia stato un segnale di apertura... o sì ?

Ciao Alfredo, il tuo martirio lo continuiamo a ricordare e continueremo a chiedere che non succeda mai più nulla, ma proprio nulla del genere, a nessuno.

AMg